Le maschere tipiche di Venezia

La maschera è il prezioso completamento che rende unico e distinguibile ogni costume. Accessorio indispensabile nel bagaglio dei vestiti di scena dell’attore, può bastare anche da sola, indossata con un semplice domino nero, a creare il travestimento per la sfilata di Carnevale, magari perdendosi fra le mille altre misteriose figure che popolano Piazza San Marco.

Gatti

Venezia, città d’incontro tra Oriente ed Occidente, fin dai tempi antichi accolse tra le sue calli ciò che navi provenienti da tutto il mondo conosciuto trasportavano da oltremare. Le merci preziose, le spezie e i sapori di terre leggendarie, ma anche topi e con loro le pestilenze (ed ecco forse una delle ragioni per cui Venezia ama tanto i gatti che da sempre la popolano), oltre che l’incalcolabile quantità di storie mitiche e credenze religiose di popoli lontani. Come l’Egitto e una delle sue divinità più venerate, la dea gatta Bastet, in onore della quale gli antichi egiziani celebravano processioni e riti orgiastici.

Anche a Venezia la storia della maschera del gatto è in qualche modo legata ai piaceri carnali dell’amore. Infatti prende origine dalla gnaga, tradizionale maschera veneziana dai tratti felini, utilizzata da giovani ragazzi che amavano travestirsi da donna e trovavano diletto nell’importunare i passanti con scherzi e barzellette scurrili, emettendo un verso simile a quello dei gatti ‘gnau, gnau’ (da qui il termine gnaga), per prendersi gioco di loro ed attrarre maliziosamente eventuali clienti, sottraendoli alle prostitute del Ponte delle Tette.

Ancor oggi la maschera del gatto è una delle più popolari e amate da tutti.

Colombine

Colombina, la maliziosa compagna di Arlecchino, è il personaggio della Commedia dell’Arte che più rappresenta la femminilità, per l’innata astuzia e il suo atteggiamento civettuolo. La maschera portata da Colombina infatti può essere chiamata anche civetta.

Vengono dette colombine o civette tutte le classiche maschere che coprono soltanto il contorno degli occhi. Possono essere sia maschili che femminili, a seconda del colore, della forma e della decorazione. Semplici o appariscenti, offrono un’infinità di possibili scelte per soddisfare anche i gusti più particolari.

Piume

L’idea del mascheramento con le piume ha origini ataviche, da ricercarsi nel desiderio umano di apparire seducenti, come il pavone quando mostra la maestosità della sua coda.

Le piume racchiudono un forte simbolismo celatamente erotico, alludono ad un archetipo di animalesco richiamo e sono per questo molto attrattive e sempre accattivanti.

Giullari

Il giullare è cantastorie, buffone e giocoliere.

I giullari sono figure presenti fin dai tempi antichi e nelle diverse culture del mondo. Li si poteva incontrare per le strade, dove vivevano alla giornata vagabondando e facendo i cantastorie, oppure ospitati presso le ricche corti da divertiti sovrani. Divennero nella storia elemento di unione tra la tradizione popolare e la letteratura colta.

Zanni

Lo zanni è una delle più antiche maschere italiane. Infatti la Commedia dell’Arte, ai suoi esordi nel XVI secolo, veniva spesso definita Commedia degli Zanni. Questo personaggio tragicomico rappresenta il servo sempre in disputa col suo padrone e appare fin nei primi canovacci degli attori di strada. Con il tempo e l’evoluzione dei diversi personaggi in ambito teatrale, la maschera dello zanni lasciò spazio ad altri servitori, furbi o sciocchi, ognuno con caratteristiche particolari e nomi propri differenti, come ad esempio i famosi Arlecchino e Pulcinella.

La maschera dello zanni si contraddistingue solitamente per il lungo naso, che può avere differenti fattezze.

Soli e Lune

Lascia solo che le acque in movimento si calmino, e il sole e la luna si specchieranno sulla superficie del tuo essere” (Jalāl al-Dīn Rūmī).

Luna e Sole sono simbolo d’amore. Sono il femminile e il maschile che si rincorrono tra notte e giorno fin dall’inizio dei tempi.